Condividere, per crescere
Traggo spunto dal Meeting "Atletica Mondiale" di Padova per fare qualche considerazione.
Seduto sulle gradinate dello stadio Euganeo guardo gli atleti che si sfidano in salto in lungo,salto in alto, cento metri, salto con l'asta, poi gli ottocento e così via.
Nel fragore del pubblico che s'infiamma davanti ad un bel gesto atletico di uno sportivo del quale non si conosce neanche il nome, non riesco a non domandarmi il perchè di così tanto entusiasmo, che mi prende, mi pervade.
Ho visto atleti che traducono sul campo grinta, determinazione, attesa, gioia pura e delusione autentica, voglia di sfidare gli altri e in fondo, ad ogni passo, se stessi.
Un esempio.Nicolaj, ucraino, sfida Rogerio, brasiliano, entrambi cercano la migliore performace, incitano il pubblico, respirano a fondo e si caricano per la sfida che tra pochi secondi andrà in scena e con un tonfo sordo sulla sabbia del lungo, finirà. Nei due angoli della terra crescono talenti preziosi che cercano un linguaggio comune per incontrarsi e scambiarsi il proprio modo di intendere la medesima disciplina: sì alla ricerca dell'affermazione di sè ma pronti ad abbracciarsi nel sincero riconoscimento del valore del'altro. Un contesto comune, con regole condivise, al'interno del quale far parlare un linguaggio universale, quello dello sport, che penetra nel profondo di chi assiste con occhi di ammirazione.
Seduto sulle gradinate dello stadio Euganeo guardo gli atleti che si sfidano in salto in lungo,salto in alto, cento metri, salto con l'asta, poi gli ottocento e così via.
Nel fragore del pubblico che s'infiamma davanti ad un bel gesto atletico di uno sportivo del quale non si conosce neanche il nome, non riesco a non domandarmi il perchè di così tanto entusiasmo, che mi prende, mi pervade.
Ho visto atleti che traducono sul campo grinta, determinazione, attesa, gioia pura e delusione autentica, voglia di sfidare gli altri e in fondo, ad ogni passo, se stessi.
Un esempio.Nicolaj, ucraino, sfida Rogerio, brasiliano, entrambi cercano la migliore performace, incitano il pubblico, respirano a fondo e si caricano per la sfida che tra pochi secondi andrà in scena e con un tonfo sordo sulla sabbia del lungo, finirà. Nei due angoli della terra crescono talenti preziosi che cercano un linguaggio comune per incontrarsi e scambiarsi il proprio modo di intendere la medesima disciplina: sì alla ricerca dell'affermazione di sè ma pronti ad abbracciarsi nel sincero riconoscimento del valore del'altro. Un contesto comune, con regole condivise, al'interno del quale far parlare un linguaggio universale, quello dello sport, che penetra nel profondo di chi assiste con occhi di ammirazione.


1 Comments:
finalmente un nuovo post, l'ho letto con gran interesse...ciao ciao
Zibiba
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