16 marzo 2010
08 luglio 2008
Quattro passi dentro sè
Mentre cammini puoi pensare, non solo alla strada che stai percorrendo ma anche a come ti senti in quel momento, qual è il tuo vissuto,a cosa ti ha fatto decidere di percorrere quella strada.Pensieri veloci, che ti accarezzano, come le nuvole il crinale del monte.
Alzi lo sguardo e pensi che per arrrivare lassù, in cima, devi fare un passo dopo l'altro, come hai sempre fatto: è la determinazione che allevia la fatica.
Arrivato sulla cima vieni folgorato, realizzi che quella non è la meta, è il giro di boa: mancava un accento, sei a metà.
Allora scopri che la sfida è tornare al punto di partenza e quando ci arrivi ti senti un po' stupido a non aver considerato quel che avevi già accanto come prezioso.
"L'esperienza è il tipo di insegnante più difficile.
Prima ti fa l'esame, e poi ti spiega la lezione."
Sei sempre tu, ora però un po' più grande.
09 luglio 2007
Condividere, per crescere
Traggo spunto dal Meeting "Atletica Mondiale" di Padova per fare qualche considerazione.
Seduto sulle gradinate dello stadio Euganeo guardo gli atleti che si sfidano in salto in lungo,salto in alto, cento metri, salto con l'asta, poi gli ottocento e così via.
Nel fragore del pubblico che s'infiamma davanti ad un bel gesto atletico di uno sportivo del quale non si conosce neanche il nome, non riesco a non domandarmi il perchè di così tanto entusiasmo, che mi prende, mi pervade.
Ho visto atleti che traducono sul campo grinta, determinazione, attesa, gioia pura e delusione autentica, voglia di sfidare gli altri e in fondo, ad ogni passo, se stessi.
Un esempio.Nicolaj, ucraino, sfida Rogerio, brasiliano, entrambi cercano la migliore performace, incitano il pubblico, respirano a fondo e si caricano per la sfida che tra pochi secondi andrà in scena e con un tonfo sordo sulla sabbia del lungo, finirà. Nei due angoli della terra crescono talenti preziosi che cercano un linguaggio comune per incontrarsi e scambiarsi il proprio modo di intendere la medesima disciplina: sì alla ricerca dell'affermazione di sè ma pronti ad abbracciarsi nel sincero riconoscimento del valore del'altro. Un contesto comune, con regole condivise, al'interno del quale far parlare un linguaggio universale, quello dello sport, che penetra nel profondo di chi assiste con occhi di ammirazione.
Seduto sulle gradinate dello stadio Euganeo guardo gli atleti che si sfidano in salto in lungo,salto in alto, cento metri, salto con l'asta, poi gli ottocento e così via.
Nel fragore del pubblico che s'infiamma davanti ad un bel gesto atletico di uno sportivo del quale non si conosce neanche il nome, non riesco a non domandarmi il perchè di così tanto entusiasmo, che mi prende, mi pervade.
Ho visto atleti che traducono sul campo grinta, determinazione, attesa, gioia pura e delusione autentica, voglia di sfidare gli altri e in fondo, ad ogni passo, se stessi.
Un esempio.Nicolaj, ucraino, sfida Rogerio, brasiliano, entrambi cercano la migliore performace, incitano il pubblico, respirano a fondo e si caricano per la sfida che tra pochi secondi andrà in scena e con un tonfo sordo sulla sabbia del lungo, finirà. Nei due angoli della terra crescono talenti preziosi che cercano un linguaggio comune per incontrarsi e scambiarsi il proprio modo di intendere la medesima disciplina: sì alla ricerca dell'affermazione di sè ma pronti ad abbracciarsi nel sincero riconoscimento del valore del'altro. Un contesto comune, con regole condivise, al'interno del quale far parlare un linguaggio universale, quello dello sport, che penetra nel profondo di chi assiste con occhi di ammirazione.
15 dicembre 2006
Innalzarsi, restando seduti
Parlare dei propri sentimenti, aprirsi con qualcuno, non è tra le attvità più facili che ci riescano. Quando parli di te e ti senti compreso, sembra un miracolo, trovi in te nuove energie.
Allora metti in dubbio che la felicità sia alle Maldive o in aperitivi cool, cominci a credere che sia invece nella semplicità dell'intraprendere il dialogo con l'altro. Cosa ci blocca, come mai questa stitichezza nei rapporti in un tempo in cui comunicare è possibile con qualsiasi mezzo? Reinterpretando un tale, a voi l'ardua sentenza.
04 dicembre 2006
L'oggi, gli obiettivi
Gli scopi di tutti noi, nascono e si sviluppano nelle situazioni quotidiane, in modo volontario o inconsapevole. Per molti il quotidiano è noia, non vedono l'ora che arrivi qualcos'altro, che stupisca. Ma quando abbiamo un obiettivo il quotidiano diventa per noi risorsa, cambia improvvisamente il modo di vedere , ed in chi osa, di agire. La flessibilità a breve termine è la soluzione per obiettivi a lungo termine. Cambiare mezzi e strategie, in funzione di uno scopo non è semplice, costa fatica, ma indubbiamente è premiante.
15 novembre 2006
Il fazzoletto di terra
La mia personalità nasce in qualche km quadrato di terra.
Il mio modo di pensare si modella nel tempo, a seconda di cosa conosco, di chi incontro e soprattutto di come lo vivo.
Tra casa, scuola, chiesa e qualche bar nascono le idee che poi ti giudano.
Quando il fazzoletto ti sta stretto e desideri qualcosa di più grande, conosci nuovi modi di essere, di relazionarsi, diversi dal tuo. Nell'incontro con l'altro l'impatto è forte.
Penso che la guida possa essere: la diversità non è solo difficoltà, ma anche risorsa.
Il mio modo di pensare si modella nel tempo, a seconda di cosa conosco, di chi incontro e soprattutto di come lo vivo.
Tra casa, scuola, chiesa e qualche bar nascono le idee che poi ti giudano.
Quando il fazzoletto ti sta stretto e desideri qualcosa di più grande, conosci nuovi modi di essere, di relazionarsi, diversi dal tuo. Nell'incontro con l'altro l'impatto è forte.
Penso che la guida possa essere: la diversità non è solo difficoltà, ma anche risorsa.
10 novembre 2006
La cortina della routine
Quotidianamente percorro la stessa strada, ed ogni giorno mi pare diversa.
So che è lei ma la vedo a seconda di come mi sento, noto cose nuove, mi compiaccio di ritrovarne altre al loro posto, che aspettano il mio sguardo.
A volte domino la strada, a volte la subisco, a volte nessuno dei due bada all'altro.
La routine, detto ciò, penso che non esista per chi cerca. Che cosa cerchi non so di preciso, ma l'importante è abbattere il muro, troppo comodo, del non voler vedere, del voler chiudersi in un rifugio sicuro.
Mi fa riflettere Voltaire: il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell'avere nuovi occhi.

